Furto di Codice Sorgente e Plagio: Come difendere il software aziendale.

Cosa fare se un ex dipendente, un freelance o un competitor copia il tuo software? Scopri come far valere la registrazione SIAE contro la concorrenza sleale.

calendar_today Giugno 2026
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Codice sorgente protetto

Scoprire che un competitor ha lanciato sul mercato un applicativo identico al tuo, o che un ex programmatore del tuo team ha sottratto i file per mettersi in proprio, è l'incubo di ogni software house e startup. Il furto di proprietà intellettuale digitale è un danno economico devastante, ma la legge italiana mette a disposizione strumenti durissimi per bloccare i trasgressori e richiedere il risarcimento dei danni.

Tuttavia, per vincere una causa per plagio software o concorrenza sleale, non bastano i sospetti: serve la prova regina. Ed è qui che la prevenzione fa tutta la differenza del mondo.

La Prova Regina: Il ruolo della Data Certa SIAE

In un'aula di tribunale, l'onere della prova spetta a chi avvia l'azione legale. Dimostrare di aver scritto per primi un codice sorgente senza un registro ufficiale è quasi impossibile. I log di Git o i timestamp sui server aziendali possono essere facilmente contestati dalle controparti.

L'unico strumento con piena valenza legale e opponibile a terzi è l'attestato rilasciato dal Pubblico Registro Speciale della SIAE (Sezione OLAF). Depositando preventivamente il file .zip del codice sorgente e la descrizione tecnica, ottieni un atto notarile pubblico che certifica la paternità e stabilisce una data certa inconfutabile.

Cosa fare nell'immediato se scopri un plagio?

Se hai la certezza o il forte sospetto che il tuo software sia stato copiato, l'azione deve essere tempestiva ed organizzata secondo questi step operativi:

Fase Azione Legale / Tecnica da compiere
1. Cristallizzazione Procedere a una perizia tecnica informatica (spesso tramite notaio o copie forensi) per certificare lo stato del software contraffatto prima che il competitor lo modifichi o lo rimuova dal web.
2. Diffida Formale Inviare tramite PEC una lettera di diffida e messa in mora, allegando l'attestato di registrazione SIAE per intimare l'immediata cessazione dell'utilizzo illecito del codice.
3. Ricorso d'Urgenza Se la diffida cade nel vuoto, si procede in tribunale con un ricorso d'urgenza (Art. 700 c.p.c.) per ottenere il sequestro del codice, l'inibitoria alla commercializzazione e la penale per ogni giorno di ritardo.

La protezione contrattuale a monte

Ricorda che la miglior difesa è l'attacco. Oltre al deposito SIAE, la tua azienda deve strutturare una compliance contrattuale ferrea:

  • Fai firmare patti di non concorrenza e accordi di riservatezza (NDA) rigidi a tutti i dipendenti e freelance.
  • Chiarisci nei contratti che ogni riga di codice scritta durante l'orario di lavoro o su commissione appartiene esclusivamente all'azienda.

Sospetti che il tuo codice sia stato sottratto?

Non muoverti da solo rischiando di compromettere le prove. Affida ai nostri specialisti la verifica dei tuoi titoli di proprietà e la strategia di tutela legale.

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